Una settimana di corsi, prove e giuria si è trasformata per Sajith Amaratunga nel vero spartiacque della carriera. Selezionato inizialmente per pellicceria e accessori, è stato poi indirizzato verso abbigliamento e accessori, scelta che si è rivelata decisiva per chiarire la direzione del suo percorso creativo. Con determinazione e un sorriso capace di stemperare l’ansia, ha affrontato ogni momento come un’anticipazione del futuro: nel mondo della moda. Il giudizio è costante e imparare a conviverci è parte del mestiere. Il risultato? Una pioggia di riconoscimenti — Accessori, Special Couture, Premio Lectra e il titolo di Vincitore Assoluto — che hanno consacrato il suo talento e, soprattutto, hanno segnato il momento in cui la sua famiglia ha compreso che la moda non era un sogno passeggero, ma la sua vera strada.
Oggi Sajith è designer di Pelletteria uomo e donna di Balmain e anche lui, come tutti gli ex partecipanti del nostro concorso, ha felicemente accettato di condividere la sua esperienza con RMI rispondendo ad alcuni nostri quesiti.

Avresti voglia di raccontarci le sensazioni provate durante la settimana del concorso di CNA Federmoda?
“Ho dei bellissimi ricordi di quella settimana. Ero leggermente ansioso, ma allo stesso tempo grato di essere stato selezionato in due categorie diverse. Per me è stata la prova del nove, la conferma di aver scelto bene di entrare nel mondo della moda. Inizialmente ero stato scelto per pellicceria e accessori, ma poiché risultavano troppo complicati da realizzare, sono stato spostato su abbigliamento e accessori. Ho preso questo concorso molto seriamente, anche per capire quale fosse la strada che preferivo intraprendere: quella della pelletteria o del ready-to-wear. Ricordo i corsi che abbiamo seguito durante la settimana, i miei compagni di concorso — alcuni dei quali sono ancora oggi miei amici — e l’ansia del giorno della giuria, poco prima di entrare.”
“Ho cercato di affrontare l’esperienza con il sorriso, dicendomi che non volevo perdermi i momenti belli a causa della paura. Sapevo che la moda sarebbe stata un mondo in cui sarei stato sempre giudicato, quindi perché viverla male già dall’inizio? Non mi aspettavo di vincere tutti i premi che ho ricevuto: Accessori, Special Couture, Premio Lectra e il titolo di Vincitore Assoluto. Ero felice, perché per la prima volta ho visto la mia famiglia capire che questa era davvero la mia strada.”

Quando hai deciso che la tua vita sarebbe stata dedicata alla moda? e perché?
“Essere di origine sud‑asiatica e scegliere la moda come futuro non è sempre ben visto. In molti ambienti c’è l’ossessione di spingerti a diventare medico, ingegnere o avvocato: mestieri considerati più importanti e rispettabili. Fino a prima dell’Accademia di Costume e Moda non pensavo di intraprendere questa strada. Avevo frequentato il liceo scientifico e, durante quegli anni, avevo fatto numerose esperienze legate all’ONU. Per me l’ambizione erano le Relazioni Internazionali e forse diventare ambasciatore o qualcosa di simile.”
“Eppure il mio nome, Sajith, significa “colui che va avanti con le proprie forze”. Mi sono chiesto se davvero volessi quella vita per me, se avrei voluto svegliarmi ogni mattina e fare il politico. Quando ho visto l’Accademia nella sua sede di Via della Rondinella ho provato un brivido, un’illuminazione: ho pensato che quella sarebbe stata la mia casa per i prossimi anni. E così è stato, perché passavo più tempo lì che a casa mia, dove tornavo solo per dormire.”
“Il concorso di CNA Federmoda mi ha poi fatto capire quanto mi piacesse il mondo dell’accessorio. Mi sono divertito immensamente a creare quella collezione e ci ho messo tutto me stesso.”

Dove vuoi arrivare?
“Il mio obiettivo professionale è quello di arrivare a una direzione creativa o a diventare Head of Accessori. Ma credo che il vero obiettivo personale sia riuscire a essere felice nel farlo. Vorrei arrivare a un punto in cui sono ancora appassionato del mondo degli accessori, della loro creazione, e soprattutto felice di dedicarmi a questo lavoro.”
“In un settore che corre veloce e spesso non lascia spazio agli attimi, questa prospettiva mi spaventa. Per questo sogno di raggiungere un livello in cui la mia vita personale e quella professionale possano convivere in equilibrio, permettendomi di essere soddisfatto e sereno in entrambe.”

Hai alcuni consigli da regalare ai ragazzi che stanno per iniziare un percorso legato al mondo della moda?
“Non bisogna avere paura di osare e di mettersi in gioco. La vita è una sola e va vissuta fino in fondo. È importante essere gentili, perché il mondo della moda è spesso percepito come snob e si dimentica che siamo tutti esseri umani, non macchine. La gentilezza reciproca è fondamentale: alla fine ripaga sempre, e in un settore così piccolo, dove tutti si conoscono e si parlano, fa davvero la differenza.”
“Non bisogna arrendersi ai primi ostacoli o ai “no”. Serve forza e determinazione, perché se si desidera davvero qualcosa, prima o poi arriva.”

La moda non è soltanto creatività e tecnica, ma anche coraggio, resilienza e umanità. In un settore che corre veloce e spesso dimentica il valore degli attimi, la vera sfida è restare appassionati, non smettere di osare e mantenere la gentilezza come bussola. Perché alla fine, ciò che conta non è soltanto arrivare a una direzione creativa o a un titolo prestigioso, ma riuscire a costruire una vita equilibrata, felice e autentica. È questo il traguardo più importante: trasformare il talento in vocazione e la vocazione in gioia quotidiana.